{"id":5883,"date":"2019-06-16T15:51:36","date_gmt":"2019-06-16T13:51:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.viverevegan.org\/?p=5883"},"modified":"2020-08-09T12:33:09","modified_gmt":"2020-08-09T10:33:09","slug":"quando-il-gatto-e-un-clandestino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.studioinformatico.net\/viverevegan\/quando-il-gatto-e-un-clandestino\/","title":{"rendered":"Quando il gatto \u00e8 un clandestino"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: #333333;\">Il fatto: in una scuola, <\/span>gattino ucciso a bastonate dal custode<\/h3>\n<p>In breve: a <strong>Gioia Tauro<\/strong> giorni fa un gattino viene avvistato dove non era previsto che fosse, vale a dire all&#8217;interno di una scuola, quella intitolata ad Eugenio Montale: il gattino \u00e8 il primo che non vorrebbe essere l\u00ec, perch\u00e9 lo sente che non \u00e8 il suo posto; forse \u00e8 affamato, o spaventato, o disorientato; e proprio per questo salta e corre, sembra impazzito nella ricerca di una via di uscita, di una via di scampo. Niente da fare: al nemico, nemico che lui \u00e8 senza sapere di esserlo, non viene concessa l\u2019opportunit\u00e0 di cedere le armi, bisogna annientarlo e, allo scopo, viene chiamato un bidello perch\u00e9, si sa, il lavoro sporco fa comodo affidarlo alla bassa manovalanza, che\u2019 chi \u00e8 impegnato con parole, scritte e parlate, la disdegna sempre: un po\u2019 come succede nei mattatoi, per capirci. <strong>L\u2019incaricato risolve la spinosa questione prendendo a bastonate il gattino fino a farlo morire<\/strong>, per\u00f2 non subito, perch\u00e8 i colpi sono tanti, ma non cos\u00ec bene assestati da risultare risolutivi. Ed \u00e8 cos\u00ec che l\u2019agonia dura un bel po\u2019, un\u2019ora a quanto pare o gi\u00f9 di l\u00ec: un tempo infinito per la bestiola che si sar\u00e0 sentita la vita strappata con violenza senza nemmeno riuscire a capirne la ragione, visto che, cos\u00ec piccolo, della crudelt\u00e0 del mondo non sapeva ancora nulla n\u00e9 certo poteva immaginare.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #333333;\">L&#8217;insegnante dov&#8217;era?<\/span><\/h3>\n<p>La domanda ancora senza risposta \u00e8: ma l\u2019insegnante dov\u2019era? E se, come da contratto, doveva essere l\u00ec, cosa faceva? Guardava? Taceva? Non vi \u00e8 traccia di interventi di nessun tipo, nonostante un\u2019ora sia lunga da passare, soprattutto se movimentata da una scena cos\u00ec cruenta, di certo disturbante con tutto quel sangue, e poi i lamenti: insomma una gran fatica per chiudere la questione con l\u2019eliminazione dell\u2019intruso. Pensare che il fantomatico insegnante si sia limitato ad una supervisione silenziosa sarebbe davvero inquietante: \u201cl\u2019imperturbabilit\u00e0 non \u00e8 un valore\u201d per usare le parole di Gianrico Carofiglio, tanto meno quando non si dovrebbe essere pubblico, ma attori sulla scena.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #333333;\">L&#8217;impatto emotivo sui bambini<\/span><\/h3>\n<p>E i bambini? Chi lo sa se qualcuno, durante e dopo l\u2019accaduto, si \u00e8 occupato di loro, spettatori di una sorta di \u201cpulizia di specie\u201d, a danno del piccolo felino che ha incautamente invaso il territorio umano, pulizia che, proprio come quella \u201cetnica\u201d, contempla l\u2019eliminazione di chi non appartiene alla comunit\u00e0. <strong>Le successive dichiarazioni del preside suonano poco rassicuranti, dal momento che\u00a0 tutta la sua preoccupazione \u00e8 apparsa costruita su una narrazione dei fatti giustificatoria dell\u2019operato del bidello<\/strong> e omissiva di una doverosa condanna dell\u2019episodio nonch\u00e8 di qualsivoglia parola di dispiacere per la sofferenza del gattino o di disappunto per l\u2019impatto emotivo sui bambini: l\u2019uno e gli altri esclusi dal perimetro del suo interesse.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #333333;\">La notizia ha fatto scalpore sui media<\/span><\/h3>\n<p>L\u2019eco mediatica dell\u2019episodio \u00e8 stata ampia perch\u00e9 bastonare a morte un animale non pericoloso e spaventato, della stessa specie dei milioni che vivono nelle nostre case, per di pi\u00f9 in un contesto dove i bambini sono l\u00ec, affidati ad adulti a cui \u00e8 demandato un pezzetto della loro educazione, suona immediatamente inaccettabile, richiama a contesti incivili e suscita viscerale esecrazione.<\/p>\n<p><strong>La comprensibile reazione emotiva rischia di oscurare considerazioni, importanti per tutti noi,\u00a0 che abbiamo l\u2019obbligo di riflettere sui nostri comportamenti: meglio sarebbe prima di metterli in atto.<\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"color: #333333;\">L&#8217;autorit\u00e0 morale dell&#8217;adulto<\/span><\/h3>\n<p>Non si pu\u00f2 ignorare che ogni adulto agli occhi dei bambini, in modo tanto pi\u00f9 assoluto quanto pi\u00f9 piccoli sono, riveste autorit\u00e0 morale, perch\u00e8 \u00e8 da lui che devono arrivare le \u201clinee guida\u201d fondamentali per comprendere la realt\u00e0, per aiutare a discernere il giusto dallo sbagliato, operazione impossibile senza una guida perch\u00e9 la decodificazione dei tantissimi aspetti della vita non pu\u00f2 che essere troppo complicata quando le capacit\u00e0 critiche sono solo in nuce. E gli adulti non sono tutti uguali: vi sono persone dotate di maggiore autorit\u00e0 \u201ca prescindere\u201d, vale a dire non in funzione della loro statura morale, ma in virt\u00f9 del legame affettivo, come \u00e8 per i familiari, o del ruolo che rivestono: gli operatori scolastici sono proprio tra questi, nelle evidenti differenze che marcano la loro posizione dal momento che il ruolo educativo \u00e8 demandato agli insegnanti, mentre si suppone che gli altri operatori siano comunque tenuti a comportamenti e regole sintone al contesto stesso. Nei loro confronti i bambini sono chiamati ad una sorta di pregiudizio positivo: i loro messaggi, i loro punti di vista, si amplificano ed assumono connotazione di verit\u00e0. E\u2019 facile allora capire come la portata dell\u2019episodio risulti dilatata proprio dal contesto, nonch\u00e9 dalla autorevolezza se non del protagonista, certo dei \u201ccomprimari\u201d, alias la classe insegnante.<\/p>\n<p><strong>L\u2019episodio \u00e8 grave anche alla luce degli studi, che collegano gli effetti della violenza assistita a quelli della violenza subita o di quella perpetrata<\/strong>. Quella sugli animali \u00e8 stata individuata come uno dei criteri di diagnosi per il Disturbo della Condotta gi\u00e0 dal 1987, quando per la prima volta lo ha stabilito il DSM (Manuale di Disturbi Mentali), connotandola come elemento tipico di un disturbo, come tale degno di attenzione e di cura. Ne consegue che <strong>perpetrare violenza sugli animali davanti ai bambini in un contesto scolastico viola drammaticamente qualsiasi norma in loro tutela<\/strong>.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #333333;\">Un evento emotivamente tossico<\/span><\/h3>\n<p><strong>Quali siano state le ripercussioni sugli alunni \u00e8 questione da non trascurare, a fare inizio dal fatto che saranno state di certo diversificate<\/strong>: perch\u00e9 qualunque avvenimento si situa, prende forma, assume risonanza a seconda di come si coniuga con i vissuti di ciascuno: vi saranno stati bambini per i quali una pregressa esposizione a modelli familiari violenti, agiti contro umani e nonumani, pu\u00f2 purtroppo essere stata la norma; e altri fortunatamente tutelati nel loro ambiente di origine da ogni forma di crudelt\u00e0: il tutto lungo un continuum senza soluzione di continuit\u00e0. Le reazioni all\u2019episodio saranno state conseguenti: possono essere risultate scioccanti per l\u2019esposizione ad un grado di crudelt\u00e0 fortunatamente prima sconosciuto; oppure possono avere confortato l\u2019abitudine a modelli violenti; o ancora: possono avere dato la stura all\u2019emergere di precedenti esperienze magari rimosse, scardinando meccanismi di difesa per loro stessa natura protettivi. In ogni caso un evento emotivamente tossico.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #333333;\">La violenza<\/span><\/h3>\n<p>Il tema della violenza \u00e8 troppo vasto ed importante per poter essere sottostimato, qualunque sia la forma in cui si manifesta: invade la sfera personale, sociale, economica, educativa, giuridica. L\u2019OMS, Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, nell\u2019affrontare il tema della sua necessaria prevenzione, parla di \u201cmodelli ecologici\u201d, vale a dire sostiene che deve essere presa in considerazione nella sua enorme complessit\u00e0 e riconosciuta in tutte le sue manifestazioni, troppe delle quali vengono disconosciute solo perch\u00e9 normalmente accettate: a partire, aggiungo io, dallo scapaccione \u201ceducativo\u201d al bambino, dal cane alla catena, dal morso nella bocca del cavallo, per citare solo le pi\u00f9 comuni. A sgombrare il campo da minimizzazioni sempre dietro l\u2019angolo, vengono in aiuto le <strong>Linee Guida per la Protezione dei Bambini dalla Violenza<\/strong>, stabilite dal Consiglio d\u2019Europa nel 2009: chiariscono che i minori devono essere protetti da qualunque forma di violenza \u201chowever mild\u201d, espressione grandiosa nel suo significato: \u201canche tenue\u201d. In un mondo, in cui i bambini sono anche quelli devastati quotidianamente dai bombardamenti siriani, imprigionati come criminali nelle prigioni libiche, ammazzati di botte da padri e patrigni nelle case italiane, la tentazione di giustificare con il confronto vantaggioso la cronaca del gattino ucciso senza colpa \u00e8 dietro l\u2019angolo: \u201cnon facciamola tanto lunga\u2026..altri sono i fatti gravi\u2026.\u201d Quel mild marca la forbice tra il giudizio di chi ne \u00e8 autore e il riverbero su chi ne \u00e8 vittima e lo annulla: eliminando il peso di interpretazioni soggettive, relativizzazioni, prevedibili distinguo. Perch\u00e9 tutte le forme di crudelt\u00e0 sono collegate tra loro a livello di spinte di base, di manifestazioni, di interdipendenza reciproca<\/p>\n<p>In conclusione, \u00e8 fondamentale avere coscienza della portata di ogni comportamento: lavorare per la costruzione di societ\u00e0 non violente, sempre che sia questo quello che vogliamo, non ammette la possibilit\u00e0 di ignorare che ogni atto crudele pu\u00f2 dare inizio ad un processo di assuefazione: \u201c<strong>Una volta formatosi nella vita psichica, nulla pu\u00f2 perire<\/strong>\u201d diceva Freud; se si vuole prevenire, bisogna prima di tutto riconoscere le responsabilit\u00e0 insite nei propri comportamenti nei confronti degli individui pi\u00f9 fragili e vulnerabili quali appunto sono i bambini.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #333333;\">Se fossimo governati da persone di buon senso, la tutela degli animali rientrerebbe tra le priorit\u00e0 di ciascuno<\/span><\/h3>\n<p><strong>Ultima considerazione: il probabile coinvolgimento di pi\u00f9 figure nella scuola, ben oltre le singole responsabilit\u00e0, adombra l\u2019esistenza di un clima culturale che lo ha reso possibile, in una ipotizzabile assuefazione a fatti di analoga portata<\/strong>; non si infierisce cos\u00ec su un essere indifeso se questo comportamento non \u00e8 gi\u00e0 entrato nel proprio mondo esperienziale; chi, pur avendone il dovere, non si \u00e8 sentito sollecitato ad impedire o interrompere una scena di ordinaria violenza evidentemente non l\u2019ha vissuta come inaccettabile brutalit\u00e0. Si impone una seria riflessione, si impongono interventi riparativi dei danni psicologici compiuti sui bambini (quelli fisici sul gattino purtroppo non contemplano rimedio), ma anche preventivi rispetto al possibile ripetersi di simili accadimenti e soprattutto chiarificatori di tutte le forme in cui la violenza si esprime. \u201c<strong>Se fossimo governati da persone di buon senso, la tutela degli animali rientrerebbe tra le priorit\u00e0 di ciascuno<\/strong>\u201d dice il giornalista Kieran Mulvaney: ottimo compendio di una realt\u00e0 dalle dimensioni enormi, se solo ci decidessimo a prenderne davvero atto.<\/p>\n<p><em>Annamaria Manzoni<\/em><br \/>\n<em>Progetto Vivere Vegan Onlus<\/em><\/p>\n<h6>Foto di Christels da Pixabay<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il gatto \u00e8 un clandestino. Il fatto: in una scuola, gattino ucciso a bastonate dal custode. 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